Un esempio fondamentale lo abbiamo ricevuto da Gesù Cristo, che nel Getsemani prega:
“Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Tuttavia, non come voglio io, ma come vuoi tu” (Matteo 26:39).
Gesù si arrende totalmente alla volontà del Padre, anche a costo della sofferenza e della croce. Questa resa non è segno di debolezza, ma di fede perfetta: egli sapeva che la vera vittoria — la redenzione dell’umanità — sarebbe venuta attraverso il sacrificio di sé stesso.
Rinunciare a sé stessi per trovare la vita
La Bibbia sottolinea spesso il principio della rinuncia come prerequisito per la vera vita. Gesù insegna:
“Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinunci a sé stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia la troverà” (Matteo 16:24-25).
Qui troviamo un principio centrale: l’arresa totale implica abbandonare l’attaccamento egoistico ai propri desideri, ambizioni e sicurezza per affidarsi completamente a Dio. Solo così possiamo scoprire il senso profondo della vita.
La forza nella debolezza
La resa totale ci insegna anche a riconoscere i nostri limiti umani. L’apostolo Paolo afferma:
“Quando sono debole, allora sono forte” (2 Corinzi 12:10).
Questa apparente contraddizione si spiega con la realtà spirituale: quando smettiamo di confidare nelle nostre forze e ci arrendiamo al potere di Dio, la sua grazia opera in noi con una potenza superiore. Paolo stesso dichiara che il Signore gli disse:
“La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza” (2 Corinzi 12:9).
L’arresa come atto di adorazione
Arrendersi a Dio significa riconoscerlo come Signore della nostra vita. L’apostolo Paolo esorta i credenti:
“Vi esorto dunque, fratelli, per le compassioni di Dio, a presentare i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e accettevole a Dio; questo è il vostro culto spirituale” (Romani 12:1).
Offrirsi a Dio come “sacrificio vivente” è un atto di adorazione che dimostra il nostro totale abbandono alla sua volontà.
La vittoria finale attraverso la croce
La Bibbia mostra che la vittoria più grande — la sconfitta del peccato e della morte — è stata ottenuta attraverso la croce, il simbolo supremo dell’arresa totale. Nella sua umiltà e obbedienza fino alla morte, Gesù ha trionfato:
“Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome” (Filippesi 2:9).
Come vivere l’arresa nella vita quotidiana
Per applicare questo principio nella nostra vita, possiamo:
- Pregare per la guida di Dio: chiedere a Dio di rivelarci la sua volontà.
- Rinunciare all’orgoglio e all’autosufficienza: riconoscere che non possiamo fare tutto da soli.
- Affidarci alla Parola di Dio: usare la Bibbia come bussola per discernere il cammino.
- Sottomettere ogni decisione a Dio: cercare la sua volontà sopra ogni altra cosa.
L’arresa totale di sé stessi non è un fallimento, ma la via alla vera vittoria, solo rinunciando a noi stessi possiamo scoprire la pienezza della vita in Cristo e realizzare il piano di Dio per noi, con la resa troviamo pace, forza e, alla fine, una vittoria che supera ogni aspettativa umana.